Chiaramonte Gulfi

Chiaramonte Gulfi
Chiaramonte, la perla degli Iblei
Un viaggio culturale ed enogastronomico

Situato ai piedi del Monte Arcibessi, Chiaramonte Gulfi è una piccola perla immersa nel cuore degli Iblei. Ad appena 15 Km dal capoluogo, Chiaramonte si distingue per la dolcezza delle sue colline, la freschezza del clima, le eccellenze enogastronomiche, le invidiabili architetture religiose. Il nome della città deriva dal Conte Manfredi Chiaramonte che, intorno al 1300 riedificò la città sull’altura dopo che l’antico abitato di Gulfi venne distrutto ad opera degli Angioini, nel 1299. Ma la città ha origini antichissime: il primo centro abitato, Akrillai, fu fondato dai Siracusani nel VII secolo a. C. e distrutto dai Cartaginesi nel 406 a. C. Successivamente, divenne Akrillae e passò sotto il controllo romano del console Marco Claudio Marcello, nel 213 a. C.

 Un abitato ellenistico, è presente nella località rurale di Scornavacche, un centro caratterizzato dalla produzione di ceramica. I reperti di questo sito archeologico, nato a ridosso del fiume Dirillo, sono conservati presso il Museo Archeologico di Ragusa. Dopo la sconfitta dei siracusani, Akrillae è stata definitivamente distrutta dagli arabi del califfo Asad Ibn al-Furat, nell’827. A questo punto, l’abitato prese il nome di Gulfi che in arabo significa “terra amena”.

Gli angioini, come si è detto, distrussero nuovamente l’abitato nel 1299. Gulfi, venne trasferita su una collina ad opera dei Conti di Modica: così come la maggior parte degli agglomerati urbani dell’epoca, anche la città di Chiaramonte divenne una fortificazione medievale. Ma il terremoto del 1693 che distrusse gran parte della Sicilia Orientale, rase al suolo l’intera cittadina, le sue fortificazioni medievali e il suo castello. Come la maggior parte delle cittadine siciliane ricostruite dopo l’evento sismico, anche Chiaramonte subisce quella che viene definita “esperienza tardo-barocca”. Nonostante la distruzione sismica, Chiaramonte ha conservato alcune architetture medievali: il monumento della città, infatti, è l’arco dell’Annunziata (porta di la chaza), che permetteva l’ingresso nella città murata e risale al XIV secolo. I resti dell’antico castello sono ancora visibili presso la Chiesa Commendale di San Giovanni Battista, a cui si accede attraverso una suggestiva scalinata (carrugghiu). Chiaramonte è ricca di architetture religiose: la chiesa di Santa Maria La Nova, che sorge in piazza Duomo, la citata chiesa di San Giovanni, costruita nel XIV secolo dai Cavalieri di Malta, la chiesa di San Filippo, la chiesa di San Vito, chiesa di San Giuseppe, chiesa di San Silvestro, chiesa di Santa Lucia. Chiaramonte ha anche due santuari: sul monte Arcibessi, sorge il Santuario di Maria S.S. delle Grazie, mentre a Gulfi sorge il Santuario di Maria S.S. di Gulfi, patrona della città. Chiaramonte, infatti, è città Mariana. Di particolare interesse anche gli edifici civili: otto musei (dello sfilato siciliano, casa museo Liberty, mostra ornitologica, museo dell’olio, pinacoteca De Vita, museo degli strumenti etnico-musicali, museo bellico e museo d’arte sacra) si trovano all’interno dell’abitato, cinque dei quali all’interno di Palazzo Montesano, una magnifica costruzione neoclassica. Di particolare pregio, anche i giardini comunali che offrono una ricca varietà di flora opportunamente documentata. Affacciandosi dai giardini comunali, è possibile inoltre ammirare uno dei più bei panorami della Sicilia Orientale, che si estende dalla piana di Gela fino al Monte Etna. Ma la città di Chiaramonte è oggi rinomata soprattutto per le sue eccellenze enogastronomiche: viene prodotto, infatti, l’olio extravergine d’oliva DOP Monti Iblei (Sottozona Gulfi), uno degli olii più premiati al mondo. Particolarmente interessante anche la produzione di insaccati a base di carne di maiale, anche questa un’eccellenza enogastronomica apprezzata in tutta la Sicilia. Non mancano, infine, le produzioni di conserve alimentari, ritenute il fiore all’occhiello dell’intera provincia.