Scicli, set naturale del Commissario Montalbano

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Sicilia
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Agosto 15, 2017

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Il 14 agosto 2017 rimarrà una data storica per Scicli e per tutti gli appassionati del Commissario Montalbano: infatti, è stato inaugurato e finalmente aperto, alle visite giornaliere, per un mese, il celeberrimo set del Commissariato di Vigata che potrà essere ammirato, fino al 14 settembre, in ogni suo particolare, a partire dal gabbiotto di Catarella per finire alla scrivania del commissario più famoso d’Italia.

Il set del Commissariato andrà ad arricchire l’offerta dei siti culturali comunali di Scicli, fino ad adesso composta dal Gabinetto del Sindaco, dal Palazzo Spadaro e dalla Chiesa di Santa Teresa d’Avila.

Il Gabinetto del Sindaco è ormai conosciuto ai più come la stanza del questore nel film TV RAI ma non sono poche le curiosità artistiche e storiche di questa stanza, arredata con un pregevole mobilio liberty risalente al 1908 nel quale in ogni mobile, dalla sedie alla scrivania passando per divano e poltroncine, è intagliato lo stemma araldico del Comune di Scicli. Nella stanza si trova anche uno splendido arazzo della sciclitana Bice Portelli, copia del quadro di Paolo Veronese, Mosè salvato dalla acque. Una rarità della stanza è la spada di Stanislao Carrabba, comandante dei garibaldini sciclitani. Imperdibile, infine, il panorama dal balcone dal quale si ammira gran parte della città.

L’estrema varietà dell’offerta culturale dei siti comunali di Scicli continua con il settecentesco Palazzo Spadaro, Patrimonio dell’Umanità UNESCO  e dimora, fino alla metà degli anni ottanta del novecento, dei Baroni Spadaro. La sontuosità barocca del palazzo abbraccia anche gli interni neoclassici e liberty. Chicche da non perdere sono il meraviglioso arazzo borbonico di Ferdinando I, d’inizio ottocento, fermo a campeggiare gli sfarzi storici di Scicli, gli splendidi dipinti liberty di Raffaele Scalia, uno dei più importanti pittori, scultori e incisori italiani di primo novecento e, soprattutto la pinacoteca comunale con i quadri del Gruppo di Scicli, tra i quali si trova La Linea del Mare di Piero Guccione.

A chiudere l’esperienza visiva e culturale dei siti comunali è la Chiesa di Santa Teresa d’Avila. Anch’essa Patrimonio dell’Umanità, è ormai chiusa al culto da diversi decenni. La chiesa è mozzafiato per finezza e armonia con i suoi stucchi bianchi a ingentilire l’insieme. A spiare i visitatori spuntano fra le colonne molteplici visi di putti, tutti diversi e con differenti espressioni, dei ciceroni perfetti a ogni angolo del tempio. La chiesa è anche museo perché conserva distacchi di affreschi tardomedievali e rinascimentali che si trovavano nell’oratorio di Santa Maria di Sion, annesso al convento della Croce di Scicli; tra questi, l’affresco dei miracoli con rare iscrizioni in siciliano cinquecentesco. Altri affreschi sono settecenteschi e provengono dal vecchio complesso dei Cappuccini: degna  di nota la rappresentazione della battaglia dei Milici con protagonista la Madonna guerriera protettrice della cittadina iblea.

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