La Pasqua a Scicli: una gioia tutta da vivere!

Scritto da
Vincenzo B
|
Marzo 23, 2017

Eventi

Manca sempre meno per la tanto attesa Pasqua di Scicli: una grande festa all’insegna della gioia, della devozione e della fede. Non si tratta di una celebrazione tradizionale, ma di un’emozione unica, che per essere compresa nel suo senso più profondo, va vissuta dal principio fino alla fine.

Il primo imperdibile appuntamento è quello del venerdì santo: la Deposizione di Gesù, “A scisa a cruci”. La celebrazione si svolge nella chiesa di Santa Maria la Nova, dove, dopo la santa messa, si procede con la lenta deposizione di Gesù, a cui vengono tolti prima la corona di spine, poi i chiodi, per poi essere adagiato sul lettino, con cui verrà portato dai fedeli in processione per le vie della città. Accompagnato dal sottofondo musicale del corpo bandistico di Scicli, Gesù viene accolto dalla Madonna Addolorata. È qui che folla dei fedeli si incontra, nel grande abbraccio amorevole, quello tra mamma e figlio.

Si arriva alla vigilia di Pasqua: il sabato sera tutto il popolo sciclitano si riunisce di fronte al sagrato della chiesa di Santa Maria la Nova, dove, intorno alle 23, viene celebrata la santa messa. Qui i fedeli fremono, impazienti di vedere il Cristo resuscitare, il loro Gioia. Così, dopo un’attesa che sembra durare una vita, a mezzanotte le campane cominciano a suonare in festa, i fedeli si esaltano e, tra le urla di “Gio gio Gioia! “, il telone rosso, che funge da copertura, scende giù e il Cristo finalmente risorge!

La domenica mattina il paese si sveglia già in festa: dopo la Messa delle 09, viene portato in processione il Santo Stendardo per le vie del paese. È adesso il momento più emozionante: siamo intorno alle 13, lo Stendardo sta per rientrare nella chiesa di Santa Maria la Nova e si inchina di fronte alla statua del Gioia, che i fedeli, intanto, fanno volteggiare a destra e a sinistra.

Dentro una cornice di lacrime di felicità, applausi e urla, la statua del Cristo, sostenuta dai portatori, varca finalmente la soglia della chiesa, per poi immergersi nell’abbraccio di tutto il paese. Da qui comincia la “corsa”, pazza di gioia, del Cristo Risorto, che viene fatto volteggiare per tutte le vie del centro storico. Gli animi si placano intorno alle 15, quando il Gioia viene accompagnato nella Chiesa del Carmine, dove i fedeli vanno a porgere un saluto, insieme ad una preghiera. Più tardi ha luogo la processione dei bambini, dai ritmi molto più pacati, in cui la statua viene portata su un carrello e accompagnata per tutto paese. La sera, intorno alle 23, riprese le forze, i portatori sono nuovamente pronti a ‘far barcollare’ -riprendendo le parole di Vinicio Capossela- il Gioia, tra colorati fuochi d’artificio e spettacolari fiaccolate organizzate nei vari quartieri. Tutto termina intorno alle 4 del lunedì mattina, quando i portatori, stremati e a malincuore, sono costretti a riaccompagnare il Gioia nella sua chiesa, e da quel momento attendere nuovamente quell’emozione che ogni anno si rinnova.

Foto di R. Nifosì

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